12 Febbraio 2025
La Regione Abruzzo sceglie di investire sulla digitalizzazione della sanità, e lo fa con un protocollo d’intesa siglato dal presidente Marco Marsilio, dall’amministratore unico di Abruzzo Progetti, società in house dell’ente regionale, Pasqualino Di Cristofano, e dal manager della Asl1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Ferdinando Romano. Il protocollo rientra nel più ampio progetto sulla Rete di Facilitazione Digitale messo in campo a livello nazionale per incrementare l’alfabetizzazione tecnologica dei cittadini. Un progetto finanziato con 35 milioni a valere sul PNRR e che prevede l’apertura di 3mila punti di facilitazione digitale. «È un’iniziativa che mira a fornire formazione a tutti i cittadini abruzzesi per l’accesso alle piattaforme telematiche. – ha commentato Di Cristofano - E quale necessità più grande, soprattutto per la popolazione anziana, poter fruire dei sistemi informatici per la sanità? Oggi, con questo protocollo d’intesa con la Asl, dislocheremo facilitatori digitali presso gli uffici più affollati delle Asl abruzzesi dove i cittadini troveranno servizio di assistenza e formazione». Soddisfatto Romano, per il quale questo progetto è una vera e propria rivoluzione: «Il problema della digitalizzazione nel nostro Paese non è nelle piattaforme, - ha affermato - ma è nel fatto che gli utilizzatori non sanno utilizzarli. Per la prima volta abbiamo un progetto che parte dalla formazione degli utilizzatori. Creiamo, così, nella popolazione una cultura digitale così che sia formata e facilitata rispetto all’utilizzo di qualunque strumento digitale». L’Abruzzo, forte del traguardo raggiunto tra luglio 2024 e febbraio 2025 di 60 punti digitali aperti sul territorio regionale, si propone di raggiungere il target datogli dal governo di 68 punti digitali (per 3 milioni complessivi) entro fine marzo. «La digitalizzazione serve a rendere più facile l’accesso ai servizi, però se le persone non sono formate accade l’esatto contrario e diventa un labirinto dentro il quale non ci si riesce più a muovere. – ha dichiarato il presidente Marsilio - Per questo, c’è necessità da un lato di continuare ad insegnare, cioè di far avvicinare le persone all’uso di questi strumenti e fargli conoscere come si utilizzano, dall’altro proprio per le persone che sono meno attrezzate culturalmente, per ragioni anagrafiche più che di istruzione, prevedere la presenza dei facilitatori che possano aiutare ad utilizzare i servizi evitando, ad esempio, le file nei Cup piuttosto che per altre necessità».