Stipendi da fame, i lavoratori Marelli tornano in piazza per i colleghi di Albasan

di Patrizio Iavarone

26 Marzo 2025

Stipendi da 150, 200, 300 euro al mese. Effetto della riduzione di orari che l’Albasan, società che è subentrata nell’appalto per le pulizie allo stabilimento Magneti Marelli, sta applicando ai 24 lavoratori presi in carico dalla Key Service, in difformità con gli impegni presi meno di tre mesi fa al tavolo regionale. Senza nulla aggiungere e spiegare, senza neanche presentarsi all’incontro che era stato convocato dai sindacati due settimane fa. Per questo stamattina i lavoratori della Magneti Marelli sono tornati davanti ai cancelli della fabbrica in segno di solidarietà, ma anche per tenere viva una vertenza, la loro, che non dà alcun segnale di miglioramento. Anzi. E così che la più grande fabbrica del territorio, che una volta occupava 1400 persone, oggi è scesa a 444 dipendenti che, secondo il piano esuberi, a fine anno saranno poco più di 300. Un declino inarrestabile, contro cui i sindacati chiedono impegni concreti alla politica nazionale, regionale e locale, oggi assente, nonostante la campagna elettorale, davanti alla fabbrica. Un’indifferenza che i lavoratori promettono di rompere, con la mobilitazione costante (oggi con lo sciopero di 4 ore a turno) e, se necessario, propone qualcuno, anche permanente. L’idea è quella di realizzare un presidio davanti alla fabbrica che impegni i duecento a turno, oggi in cassa integrazione, a ricordare a chi passa, compresa la politica, che dietro questi cancelli ci sono lavoratori che non sanno come affrontare il pranzo di Pasqua.

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