Montorio, è scontro sugli orari della biblioteca

di Serena Suriani

20 Aprile 2025

Il gruppo di opposizione “Montorio guarda avanti”, con i consiglieri Eleonora Magno e Andrea Guizzetti”, esprime forte disappunto per la decisione dell’amministrazione comunale di tagliare l’orario di apertura della biblioteca civica: niente più servizio al sabato, una sola mattina a settimana disponibile. Una scelta motivata da esigenze di “razionalizzazione”, che nei fatti si traduce in un impoverimento dell’offerta culturale per la cittadinanza.  La giustificazione fornita dall’amministrazione – il basso afflusso nelle ore mattutine – non tiene conto del ruolo strategico di una biblioteca pubblica, che non è un semplice spazio fisico da aprire o chiudere in base alle statistiche, ma un presidio di civiltà. Se ci sono poche presenze al mattino, la risposta dovrebbe essere “potenziare” le attività (laboratori, incontri, servizi per le scuole), non ridurre l’accesso. La decisione tradisce una visione limitata e distorta: invece di investire nella cultura come motore di sviluppo, si preferisce smantellare pezzo per pezzo un servizio pubblico. Il paradosso: si promette il futuro, ma si distrugge il presente.  L’amministrazione - proseguono i consiglieri Eleonora Magno e Andrea Guizzetti - parla di futuri trasferimenti in sedi più ampie (come il Pascal o l’ex convento dei Cappuccini), ma intanto, oggi, si limita l’accesso alla biblioteca esistente. Sono promesse vaghe, mentre i danni sono puntuali, concreti e immediati: studenti privati di un luogo di studio il sabato; scuole impossibilitate a organizzare visite didattiche; attività culturali ridotte per mancanza di spazi e risorse. Non convince neppure la retorica del “degrado culturale” ereditato dalle passate amministrazioni: Montorio ha sempre mostrato vivacità e partecipazione, grazie anche alle tante iniziative ospitate proprio nella biblioteca e nel giardino di Palazzo Patrizi. Screditare tutto ciò che è stato fatto prima appare come una strategia comunicativa debole e irrispettosa della memoria collettiva. Il risultato? Una razionalizzazione che taglia invece di innovare. Mancano visione e dialogo. Perché non aprire al sabato pomeriggio, invece di chiudere del tutto? Perché non coinvolgere scuole e associazioni per rivitalizzare le mattinate? Perché non cercare fondi anziché ridurre i servizi? Le nostre richieste sono chiare: ripristino degli orari completi, con apertura al sabato e almeno tre mattine settimanali; un piano concreto e finanziato per il futuro della biblioteca, con il rilancio della “Biblioteca del Ricordo”; l’istituzione urgente di un tavolo di confronto con utenti, scuole e associazioni.

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