14 Agosto 2025
Un’indagine condotta dal Codacons sulla base dei dati Istat, analizza i prezzi relativi alle vacanze estive, scattando una fotografia dei costi aggiornati al 2025 rispetto a quelli del 2019. Dallo studio emerge un aumento di circa il 30 percento. A subire i rincari più pesanti è stato il trasporto aereo, analizza l’associazione, oggi i voli nazionali costano in media l’81,5 percento in più rispetto allo stesso periodo di sei anni fa; più 67,8 percento i voli europei. I prezzi dei traghetti sono saliti nello stesso periodo del 13,9 percento, quelli dei treni del 10,7 percento, autobus e pullman più 10,1 percento. Spostarsi con un’auto a noleggio, è più caro del 21,6 percento. Chi invece preferisce optare per un pacchetto vacanze, spende il 56,6 percento in più rispetto al periodo pre Covid e per dormire fuori casa occorre fare i conti con i rincari delle strutture ricettive: nello stesso periodo i listini di alberghi ed hotel sono saliti del 42,6 percento, villaggi vacanza e campeggi segnano un più 12,7 percento. BeB, case vacanza e alloggi in altre strutture più 22,7 percento. Ma a rincarare sono anche i parchi divertimento: più 21,4 percento, musei e monumenti più 20,5 percento, parchi nazionali, zoo e giardini più 13 percento. In definitiva le vacanze estive 2025 costano in media il 30 percento in più rispetto a quelle del 2019, denuncia l’associazione. Una crescita continua e senza sosta che ha portato ad un radicale mutamento delle modalità con cui gli italiani affrontano le vacanze estive: per difendersi dal caro vacanza, i cittadini hanno detto addio alla villeggiatura lunga in favore di viaggi più frequenti e brevi, nei periodi in cui le tariffe turistiche sono più basse. Nel 2015 il 63 percento dei cittadini sceglieva agosto per le proprie vacanze, oggi nel 2025, i vacanzieri di agosto sono 17,5 milioni.