08 Novembre 2025
Non sono solo le donne le vittime della violenza domestica: vittime sono anche i figli che assistono e vivono dentro relazioni familiari malate. Una mattinata intensa, ricca di informazione e di testimonianze: quelle di chi la violenza l’ha incontrata ed è riuscito a riprendersi una vita. Un primo incontro, quello di ieri al Parco della Scienza a Teramo, che apre il ciclo di appuntamenti territoriali che la Commissione pari opportunità della Provincia in collaborazione con le Cpo Comunali e che si svolgerà per tutto il mese di novembre. Il messaggio forte rivolto soprattutto agli studenti delle scuole superiori presenti in sala è stato univoco: esiste una rete antiviolenza, esistono aiuti e sostegni per chi si trova a vivere situazioni di questo genere, si può farlo in anonimato, si può essere assistiti gratuitamente. la mattinata si è aperta con i suggestivi video realizzati dagli studenti delle superiori nell'ambito del progetto “Is this love” del Centro servizi volontariato. Il silenzio, la paura, la negazione o la rimozione possono comportare gravi problemi, comportamentali, sociali, psicologici, sia nell’immediato sia in età adulta. Quello della “violenza assistita” è il delicato tema che quest’anno la Cpo Provinciale ha scelto per “attraversare” un mese che con la "Giornata internazionale contro la violenza di genere", il 25 novembre, che viene dedicato in maniera specifica alla prevenzione e all’informazione. «E’ un aspetto meno indagato ma tutt’altro che secondario – ha affermato Erika Angelini, la presidente della Cpo – in tanti, oggi, si stanno impegnando in maniera specifica su questo fronte perché ci sono dati ed elementi per codificare i rischi che corrono i bambini e gli adolescenti che assistono a violenze familiari. Siamo qui anche per riaffermare il valore dei Protocolli di rete sull’antiviolenza e quindi sul fatto che si tratta di situazioni che vanno affrontate con avendo gli strumenti giusti, all’interno di contesti professionali e istituzionali come lo sono i Centri riconosciuti». L’attenzione si è fatta partecipazione con Domenico Capanna, aquilano, una lunga esperienza di educatore e animatore sociale nella cooperativa sociale Punto Luce, coordinatore di progetti socio-educativi. Il linguaggio, i temi scelti, gli strumenti con i quali dialoga con i giovani fra approccio teatrale, musica e provocazioni.