08 Novembre 2025
Se tutto filerà liscio l’affidamento dei lavori per la riqualificazione dell’ex manicomio di Teramo avverrà entro un mese e prima di Natale potrebbero partire i lavori. Se così sarà, entro dicembre 2028, sarà pronto il primo lotto funzionale della Cittadella della cultura di Teramo. Accoglierà, oltre a biblioteche, centri di ricerca, spazi per le associazioni culturali della città, anche la facoltà di Scienze della comunicazione e forse, si vedrà, anche Scienze politiche e Giurisprudenza, a due passi dal tribunale. Ma è proprio sull’inizio dei lavori che si nutre qualche dubbio. Perché ad aggiudicarsi l’appalto della Cittadella della cultura, per 12 milioni di euro, è stata un’impresa aquilana, la Vittorini Emidio Costruzioni Srl. Ora l’Università, soggetto attuatore dell’intervento, ha 30 giorni di tempo per siglare il contratto con la ditta, ma al momento non c’è certezza sulla felice conclusione dell’iter. La graduatoria della gara, come previsto, ha infatti creato un evidente malcontento nell’ambiente dei costruttori teramani che già mesi fa avevano contestato le modalità del bando rivolgendosi all’Anac. A creare dubbi, non solo questioni legate alla partecipazione della Vittorini Emidio Costruzioni con l’utilizzo, per partecipare alla gara d’appalto, di particolari requisiti di un'altra impresa ma anche l’eccessiva vaghezza degli stessi requisiti richiesti del bando, già contestata da Ance e Aniem. «Se le contestazioni dovessero essere gravi si potrebbe arrivare anche ad un blocco della procedura da parte del Tar - spiega il direttore dell’Ance Teramo Marco Fabiocchi - ed è chiaro che i tempi subirebbero un lungo arresto». Delle 34 imprese ammesse alla gara, al secondo posto figura Cingoli, terza Strever spa, seguita da Consorzio Stabile Rennova e Edilcostruzioni Group srl. Tra queste, ma non solo, è quasi certo che scatterà un ricorso. Se dovesse accadere, è chiaro che i tempi per l’aggiudicazione definitiva dei lavori subiranno vistosi rallentamenti.