11 Novembre 2025
Le barriere architettoniche sono un limite delle strutture pubbliche italiane e da diversi anni si sta cercando, sfruttando fondi dedicati all'accessibilità ma non solo, di eliminarle per garantire una piena inclusione sociale. Non mancano, però, esempi di strutture che sono ancora inaccessibili per persone in sedia a rotelle, costituendo un drammatico problema per una fetta di popolazione che lotta per l'indipendenza ma si trova davanti ostacoli insormontabili. L'ultimo caso in Abruzzo ci porta a Roseto degli Abruzzi, con la denuncia della sigla sindacale CGIL nei confronti di ASL di Teramo e Comune, per la mancata accessibilità del distretto sanitario locale. Una struttura definita "fuorilegge", con l'ingresso principale privo di servoscala e citofono inaccessibile per l'assenza di una rampa d'accesso. CGIL denuncia con forza la situazione, che per una persona costretta sulla sedia a rotelle riduce le scelte a richiedere aiuto a voce, o tornare a casa rinunciando alle cure, entrambe, scrivono, sono soluzioni umilianti e inaccettabili. L'appello, rivolto alla direzione generale della ASL di Teramo e al sindaco di Roseto Mario Nugnes, è quello di intervenire immediatamente per eliminare le barriere architettoniche, ostacolo fisico per l'accesso alla struttura ma anche simbolo di un diverso trattamento riservato agli utenti con disabilità. Il discorso, infatti, porta inesorabilmente al tema della dignità del cittadino, che se non deve rinunciare alle cure per le già drastiche condizioni della sanità regionale, deve farlo per l'impossibilità di recarsi in autonomia nel distretto sanitario.