11 Novembre 2025
Un secondo weekend tagliafile per la Asl di Teramo che, dopo quello dedicato alle ecografie carotidee, il prossimo fine settimana, di sabato 15 e domenica 16 novembre, si dedica alle visite specialistiche, con l'obiettivo dichiarato di ridurre le lunghe liste d'attesa della sanità regionale. A partecipare una folta schiera di equipe specializzate che apriranno a pieno regime i servizi sanitari dei reparti di Urologia, Oculistica, Cardiologia, Otorino, Senologia e Dermatologia del Mazzini di Teramo, Cardiologia nei presìdi di Sant’Omero, Atri e Giulianova, Medicina ad Atri e Ortopedia a Teramo, Giulianova e Sant’Omero. La Asl teramana, che afferma di puntare all'obiettivo di 500 prestazioni in due giorni, ricorda che non ci si può presentare in ambulatorio per gli open day, ma se si è in lista è possibile che si venga contattati direttamente. «Le liste d'attesa restano un problema - commenta il direttore generale Maurizio Di Giosia - ma come è stato confermato anche dalla “due giorni” sulle carotidi, più del 50% delle prestazioni richieste erano inappropriate perché non c’erano le indicazioni corrette. Oltre che sull’aumento dell’offerta di prestazioni - chiude - si deve lavorare anche sull’appropriatezza prescrittiva.» La notizia del nuovo open day arriva insieme alla denuncia da parte di UGL Salute riguardo i dati ISTAT sui cittadini abruzzesi che, per oltre il 12 % rinuncerebbero a curarsi e, nel 10 % dei casi, avrebbero rinunciato proprio per le eccessive attese della Sanità. «In Abruzzo – scrivono da UGL – nonostante l’avvio dell’operazione Open Day delle Asl per il recupero delle prestazioni, i dati partecipativi, seppur incoraggianti, denotano al contempo un crescente ricorso alle prestazioni a pagamento fuori dal Ssistema Sanitario Nazionale. Non si può scaricare l’eccessiva richiesta di cure sulla popolazione, sempre più anziana e bisognosa di risposte, né tantomeno addossare ai medici di base la responsabilità dell’aumento delle prescrizioni e del “bisogno di cure”, soprattutto per quanto riguarda esami radiologici e visite specialistiche, spesso disponibili in tempi brevi solo attraverso la libera professione o il settore privato». «L’UGL – concludono – ricorda alle Istituzioni che la salute è un diritto costituzionale: lo Stato deve garantire cure tempestive e accessibili a tutti, con una programmazione efficace e un monitoraggio costante dei risultati. È inaccettabile che la possibilità di curarsi dipenda dal reddito o dal luogo di residenza».