12 Novembre 2025
Nella città di Teramo, ma come nel resto in tante altre realtà italiane, c'è un problema molto importante che riguarda tante famiglie, ovvero quello della morosità nella corresponsione degli affitti. Soprattutto le famiglie che vivono negli alloggi Ater spesso non riescono a far fronte alle spese, soprattutto quando ci sono debiti da saldare di canoni non corrisposti. Qual è la situazione a Teramo? Lo abbiamo chiesto al segretario del Sicet Teramo, Sindacato Inquilini Casa e Territorio, Antonio di Berardo. «A Teramo c’è una situazione abbastanza critica in quanto abbiamo morosità non solo contemporanee ma croniche che non riescono a risolvere perché si tratta di persone che non riescono a pagare, che non avendo possibilità economiche per elargire queste somme sono a rischio ovviamente anche di risoluzione del contratto. Però qui bisogna capire bene che cosa bisogna fare. Come sindacalista degli inquilini - spiega di Berardo - posso proporre all'Ater di venire ad un accordo con la mia sigla sindacale o altre sigle di poter chiedere eventualmente il piano di rientro, un piano di rientro che possa anche minima somma, 50 euro, anche meno, però purché si risolva questo problema. Perché qui ovviamente il sociale è molto debole, persone anziane, malate che percepiscono 300-400 euro al mese e ovviamente non riescono a pagare questi affitti. Ma il debito complessivo che pesa sulle casse dell’Ater è davvero molto alto, come riferisce Di Berardo: «Si tratta di una somma di oltre 3 milioni di euro e con quei soldi si potrebbe intervenire per manutenzioni straordinarie. Ci sono inquilini che aspettano da anni di poter cambiare le caldaie o di ottenere sostituzioni domestiche importanti per la vivibilità quotidiana. Invece si rischia di non poter fare neanche una minima manutenzione e quindi le abitazioni vanno in degrado assoluto». L'unica soluzione dunque sarebbe quella di una sorta di aiuto da parte dell'Ater a queste famiglie in difficoltà. Ma alcune famiglie forse approfittano un po' di questa situazione? «I tempi per le riscossioni sono lunghi, la burocrazia è quella che è. Gli inquilini non seri pensano “Ma che me ne importa, lasciamo correre, quando sarà vediamo come fare” e quindi ovviamente c'è questa situazione che non va bene. Tuttavia - ribadisce Di Berardo - ci sono anche situazioni diverse, famiglie che ovviamente non riescono a pagare - e in questi casi sono d'accordo nel fare un piano di rientro. Ma quando ci sono persone che non hanno un soldo per pagare l'affitto intervengano le istituzioni. Deve intervenire il Comune, il Sociale. Se il Sociale non ha un soldo, a che pro esiste? C'è appunto per tutelare i più deboli e ovviamente aiutare le persone che hanno bisogno».