12 Dicembre 2025
Dopo dibattiti, critiche e scontri, arrivati necessariamente anche nell'assise comunale dedicata, il bio digestore di Teramo ha visto finalmente l'approvazione da parte del Consiglio comunale. L'ok al progetto di fattibilità tecnico economica per l'impianto di biodigestione anaerobica è arrivato con 19 voti favorevoli, 4 contrari e 4 astensioni, e apre a un'opera fortemente voluta dall'amministrazione comunale e dai vertici del soggetto realizzatore e gestore, la Teramo Ambiente. Il costo totale supera i 43 milioni di euro, di cui 28 milioni saranno coperti dal finanziamento PNRR mentre i restanti 15,3 milioni saranno sostenuti tramite un mutuo con Cassa Depositi e Prestiti, che nonostante le critiche ricevute, in prima istanza dal consigliere regionale Paolo Gatti, sembrerebbe non pesare sulle tasche dei cittadini quanto invece gli utili che un'infrastruttura del genere porterà sul territorio. Arriva anche da Noi Moderati Teramo una severa critica ai modi con i quali si è giunti alla fase di gara. Il consigliere Niki Bartolini ha infatti giudicato poco realistica la previsione relativa agli utili formulata dalla maggioranza. L'ambizione della struttura, che potrebbe andare a gara entro la fine dell'anno, è infatti di essere un punto di riferimento quantomeno provinciale, avendo una capacità di 44 mila tonnellate. Ci sono poi le critiche sollevate sulla viabilità dell'area di Carapollo e sull'eccessivo peso dell'opera sul quartiere di Villa Pavone, che però non hanno influito sul giudizio dell'assise, anche perché l'area dovrebbe vedere una vera e propria rigenerazione in chiave sostenibile. Il primo passo, infatti, sarà la bonifica di un terreno che vede ancora campeggiare un inceneritore dismesso negli anni 80, per eliminare o quantomeno limitare il danno ambientale e sanitario provocato. In sintesi, come ha riportato anche il sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto, “l'opera che vedrà la luce è la realizzazione di un'ambizione di una città capoluogo che punta sulla crescita in chiave sostenibile e lo fa con una società in house competitiva a livello regionale.