14 Dicembre 2025
Otto i Poli d’Innovazione abruzzesi protagonisti dell'evento al Campus Dromedian di Chieti scalo. Un sistema di imprese che, con un fatturato complessivo che supera gli otto miliardi di euro, rappresenta un tassello fondamentale per il PIL regionale, la crescita occupazionale e la valorizzazione del marchio d’origine, rafforzando la presenza delle produzioni manifatturiere sui mercati nazionali e internazionali. Un evento che segna l'avvio di una iniziativa voluta dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore Tiziana Magnacca: l'attivazione della piattaforma dei Poli d'Innovazione, coordinata da Fira, la finanziaria regionale abruzzese. «L'obiettivo è valorizzare tutte queste attività in funzione del mercato - spiega il presidente del Polo del Made in Italy Angelo D'Ottavio - L’incontro è incentrato sulla legge sul Made in Italy, una legge del 2023, approvata dal Parlamento italiano che guida una serie di processi innovativi, negli ambiti legati alla nostra storia, alla nostra tradizione, alla nostra cultura». Al centro temi cruciali per lo sviluppo competitivo del territorio: supply chain, intelligenza artificiale, digital twin, govtech, logistica, economia circolare, qualità dell’occupazione, internazionalizzazione e valorizzazione del Made in Italy. In questo contesto emerge la piena centralità delle filiere produttive e dei programmi di ricerca e formazione, ambiti nei quali i Poli d'innovazione supportano costantemente le imprese associate, promuovendo una rete estesa che coinvolge micro, piccole e medie imprese, grandi gruppi, startup, università, centri di ricerca, enti formativi, associazioni di categoria ed istituzioni pubbliche. «Regione Abruzzo da anni sta lavorando su questo tema per innalzare anche il livello dell’offerta competitiva della posizione regionale - ha dichiarato Germano De Sanctis direttore del dipartimento lavoro e attività produttive - In un momento in cui i costi di trasformazione e della manodopera sono molto importanti, rendere il prodotto abruzzese più capace nella sua innovazione tecnologica, nella sua efficienza, di qualità del prodotto, rende chiaramente le nostre imprese più prestanti nel mercato globale e quindi anche più capaci di mantenere i livelli di occupazione».