13 Dicembre 2025
La delibera sulle società partecipate, esaminata ieri in Commissione Bilancio e attesa lunedì in Consiglio comunale, riaccende il dibattito su uno dei dossier più delicati per la città. Un documento che, secondo il movimento “Il Passo Possibile” e il gruppo consiliare dell’Aquila, conferma un approccio “puramente burocratico”, privo di visione e incapace di affrontare le criticità strutturali delle aziende controllate dal Comune. Il presidente Fabrizio Ciccarelli e i consiglieri Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia parlano di un’amministrazione che “si limita a prendere atto della situazione”, senza assumersi la responsabilità di programmare, razionalizzare e intervenire. Una scelta che, denunciano, rischia di produrre effetti pesanti sui servizi pubblici e sulle finanze dell’ente. Il caso più allarmante resta quello di ASM, la società che gestisce l’igiene urbana. L’azienda presenta una perdita di esercizio significativa, costi in crescita, ritardi nei pagamenti e difficoltà operative aggravate dal grave incendio del 2023, che distrusse 36 mezzi. Nonostante questo quadro, la Giunta propone soltanto una proroga del contratto fino al 2026 e un’anticipazione finanziaria, senza un vero piano di risanamento né garanzie sull’impatto per il bilancio comunale. Il report del primo semestre 2025, ricordano i consiglieri, prevede “un risultato negativo post imposte di circa 1.250.000 euro” e una situazione debitoria verso i fornitori pari a 5,8 milioni, di cui un milione legato al contenzioso con COGESA. A ciò si aggiunge l’attesa, ormai da mesi, del piano industriale: affidato a una società esterna, non è ancora stato completato nonostante l’urgenza dettata dalle difficoltà operative. Il quadro non migliora per le altre partecipate. La delibera non prevede interventi di efficientamento, né analisi sulla qualità dei servizi, né aggiornamenti dei piani industriali. Solo proroghe tecniche e rinvii, che secondo “Il Passo Possibile” impediscono qualsiasi miglioramento strutturale. Una gestione definita “conservativa”, che rinuncia a una visione strategica e continua a ricorrere in modo massiccio al lavoro interinale e stagionale. Il risultato, denunciano i consiglieri, è un sistema di partecipate trattato come “scatole chiuse”, su cui il Comune non esercita appieno il proprio ruolo di socio pubblico. La critica è netta: nessuna razionalizzazione, nessun progetto di medio-lungo periodo, nessuna azione per garantire servizi più efficienti ai cittadini. Una delibera che, secondo l’opposizione, non affronta i nodi strutturali e lascia irrisolte le fragilità di un settore cruciale per la città.