16 Gennaio 2026
Non sarà inaugurata prima della prossima primavera, ma la residenza universitaria di Viale Crucioli appare già con un volto rinnovato. Si tratta di una struttura dall'immenso valore simbolico per la città di Teramo, un ponte tra l'università cittadina e il centro città, dove cultura, arte, tempo libero e studio potranno convivere grazie agli spazi che stanno prendendo forma. La struttura si compone di tre lotti in totale. Il primo, quello che ospiterà gli uffici dell'ADSU, aule lettura e studio, oltre che numerosi spazi dedicati agli studenti, si presenta quasi completo, con una facciata praticamente ultimata e una grande attenzione al verde, già messo a dimora. L'obiettivo, ci racconta la direttrice dell'ADSU Teramo Renata Durante, è quello di garantire spazi per tutti, dalle realtà associative ai gruppi di lettura, passando, se sarà possibile, per aree insonorizzate per fare musica e anche spazi espositivi per i più avvezzi al mondo dell'arte. «Immaginiamo - ci racconta - di realizzare una sala cinema, un'area espositiva, una sala insonorizzata ecc. Spazi - continua - dove i ragazzi potranno organizzarsi autonomamente e portare avanti le proprie passioni.» Per il secondo lotto, quello che conterrà oltre 200 posti letto, ma non solo, bisognerà invece aspettare ancora, proprio perché è in fase di modifica il progetto che disegnerà le nuove funzionalità, gli spazi e, in ultima istanza, il nuovo volto della residenza universitaria. Grande attenzione anche al tema dell'inclusione, con la possibilità anche per le persone con disabilità di accedere e spostarsi in autonomia e a quello dello sport, con la realizzazione di spazi ad hoc per poter praticare attività all'aria aperta. «Vorremmo immaginare questo spazio come una vera cittadella universitaria. Non ci sarà soltanto - va avanti Durante - lo spazio dove dormire ma ci sarà un campo sportivo polivalente, un'arena e questi luoghi - conclude - saranno un punto di incontro per i giovani di tutta la città.» Uno spazio rinnovato, che punta a far sentire a casa gli studenti ma che si apre alla città, garantendo che il centro culturale teramano si avvicini sempre di più al centro urbano.