16 Gennaio 2026
La consigliera regionale Carla Mannetti ha sollevato dubbi sulla legittimità del bando di gara numero 433/TUA/2025. La gara è stata pubblicata il 15 dicembre 2025 dalla TUA S.p.A. Riguarda il sub-affidamento di servizi di linea a carattere marginale. La consigliera ha chiesto formalmente alla Direzione Trasporti della Regione Abruzzo di effettuare le verifiche necessarie. Il problema è chiaro. Il contratto di servizio tra TUA e Regione Abruzzo è stato firmato il 29 settembre 2017. Ha durata decennale. Scade il 31 dicembre 2027. Il bando invece prevede un sub-affidamento di due anni, dal 2 marzo 2026 al 1° marzo 2028. Ma c'è di più: è prevista una possibile proroga di altri due anni, fino al 28 febbraio 2030. La gara è divisa in 12 lotti, aggiudicabili separatamente. Mannetti lo dice senza giri di parole: "Nel bando si fa riferimento a un periodo di affidamento che, attraverso la proroga prevista, andrebbe ben oltre la scadenza del contratto di servizio principale". Secondo la consigliera questa circostanza "appare non compatibile con la normativa vigente". Il motivo è semplice: non si possono sub-affidare servizi oltre la durata del contratto a cui si riferiscono. Un esempio aiuta a capire. Se una società ha un contratto per gestire le pulizie di un edificio fino al 31 dicembre 2027, non può affidare a terzi parte di quel lavoro fino al 2030. Il sub-affidamento non può durare più del contratto principale. È una regola base degli appalti pubblici. La Direzione Trasporti ha un ruolo specifico in questa vicenda. È il soggetto preposto alla vigilanza su TUA S.p.A. Deve esercitare il controllo analogo sulla società. Per questo Mannetti le ha chiesto di verificare la legittimità della procedura. E, se necessario, di adottare i provvedimenti conseguenti. La consigliera sottolinea l'importanza della questione: "È fondamentale garantire il rispetto delle regole, la trasparenza delle procedure e la tutela dell'interesse pubblico". Soprattutto in un settore strategico come il trasporto pubblico locale. Ma Mannetti va oltre l'aspetto tecnico. Riporta la questione a un tema più ampio: la privatizzazione del trasporto pubblico. "Fermo restando il mio convincimento su quanto già detto in merito alla non condivisione della scelta sulla privatizzazione", dichiara. Per la consigliera il trasporto pubblico "rappresenta un servizio essenziale e un presidio fondamentale per la tenuta sociale ed economica delle aree interne". Le aree interne sono quelle zone dell'Abruzzo lontane dai grandi centri. Spesso sono montane, scarsamente popolate, con servizi ridotti. In questi territori il trasporto pubblico non è solo un servizio. È un diritto. Permette agli anziani di raggiungere gli ospedali. Agli studenti di arrivare a scuola. Ai lavoratori di spostarsi. La questione sollevata da Mannetti ha quindi due facce. Da un lato c'è il problema tecnico-giuridico: un bando che potrebbe violare le norme sugli appalti. Dall'altro c'è una questione politica: come gestire il trasporto pubblico, se affidarlo ai privati o mantenerlo pubblico. Sul primo aspetto servirà la risposta della Direzione Trasporti. Dovrà verificare se il bando rispetta la normativa. Se i termini dell'affidamento sono compatibili con il contratto principale. Se la proroga fino al 2030 è legittima. Sul secondo aspetto il dibattito è aperto. La privatizzazione è una scelta che molte Regioni hanno fatto negli ultimi anni. L'obiettivo dichiarato è migliorare l'efficienza, ridurre i costi, aumentare la qualità del servizio. Ma i critici sostengono che nei territori meno redditizi il privato tende a ridurre le corse, a tagliare le linee meno utilizzate. Proprio quelle che servono le aree interne. La richiesta di Mannetti arriva in un momento delicato. Il contratto con TUA scade tra meno di due anni. La Regione dovrà decidere come organizzare il servizio per il futuro. Questo bando, se confermato, vincolerà parte delle linee fino al 2030. Una scelta che limiterà le opzioni future. Per ora si attende la risposta della Direzione Trasporti. Dovrà dire se il bando è legittimo o se va modificato. Da quella risposta dipenderà il futuro di molte linee di trasporto pubblico in Abruzzo.