Rigopiano: dolore e ricordo a nove anni dalla tragedia in cui 29 persero la vita

di Mariachiara Di Fiore

18 Gennaio 2026

Sono passati nove anni dalla tragedia dell'Hotel Rigopiano di Farindola, travolto e distrutto, il 18 gennaio del 2017 da una valanga, che coinvolse 40 persone spezzando la vita di 29 innocenti. Mancavano pochi minuti alle 17 quando l’insieme di neve e dettiti, dal peso di 120mila tonnellate, travolse e distrusse il resort che sorgeva a 1200 metri di altitudine, sul versante pescarese del Gran Sasso, portando con se le vite degli innocenti, 18 ospiti e 12 dipendenti. Ieri, come avviene ormai ogni anno, i parenti delle vittime sono tornati sul luogo della catastrofe per commemorare i propri cari. La fiaccolata fino all'obelisco ha dato il via alla cerimonia, proseguita con la messa sul luogo della tragedia, momento in cui è stata dedicata una rosa bianca ad ogni vittima. «Una fiamma sempre accesa», così i familiari delle vittime descrivono il dolore, «Il tempo passa, ma la sofferenza no». Alle 16:49, orario in cui la valanga distrusse la struttura, 29 palloncini bianchi sono stati liberati in cielo, in un momento tanto emozionante quanto ricco di dolore. Oltre ai familiari e ai cittadini, anche le istituzioni hanno fatto sentire la loro vicinanza; erano presenti tra gli altri, il Presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio, il Presidente del Consiglio Regionale, Lorenzo Sospiri, e, in rappresentanza del Governo, il Sottosegretario di Stato, Isabella Rauti: «Raccogliersi e riunirsi in ricordo di chi è scomparso non è solo una responsabilità collettiva ma la condivisione di una comunità che resta vicina ai superstiti ed ai familiari delle vittime». «Il Governo partecipa alla cerimonia di commemorazione come sentito gesto di comunione, ribadendo l'impegno ad adottare ed implementare ulteriori misure di prevenzione dei pericoli e di classificazione e mitigazione dei rischi – ha evidenziato la Senatrice – seguendo i principi di precauzione ed investendo sulla formazione». Sotto il punto di vista giudiziario, la questione sembra ancora non vedere la fine. È attesa per l'11 febbraio, la sentenza dell'appello bis, in corso a Perugia, per la vicenda giudiziaria legata alla tragedia dell'hotel. In primo grado, a Pescara, c'erano state cinque condanne e 25 assoluzioni (30 gli imputati nel processo); in appello, all'Aquila, le condanne erano salite a otto, per poi essere annullate, riaprendo così le posizioni di sei dirigenti regionali, accusati di disastro colposo per non aver predisposto la Carta valanghe, un documento che avrebbe potuto, forse, prevenire la tragedia. E' stato il Procuratore Generale di Perugia, a richiedere la conferma delle condanne di due dirigenti della Provincia di Pescara, dell'allora sindaco di Farindola e di un tecnico comunale per reati già prescritti secondo la Cassazione. Per il procuratore, però, i termini di prescrizione potrebbero essere rideterminati in aumento. Di fronte a questo scenario, la chiusura del processo sembrerebbe ancora lontana, dal momento che la sentenza di Perugia potrebbe essere impugnata e tornare in Cassazione. Il 2 febbraio ci sarà una nuova udienza, seguita, probabilmente, da un’altra, il 5 febbraio. Poi la sentenza. Una cerimonia, quella di ieri, svolta tra dolore e rabbia da parte delle famiglie, che dopo nove anni, continuano a chiedere giustizia. Il ricordo di quel giorno rimane dunque una ferita ancora aperta e alimentata dalla commozione per le vittime.

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