19 Gennaio 2026
La protesta sul tetto dell’ex hotel Scoiattolo Nero di Campo di Giove, la scorsa settimana, ha acceso i fari sul progetto di recupero dell’immobile, portando la procura della Repubblica di Sulmona ad aprire un doppio filone d’inchiesta sulla vicenda. Uno, cioè, che riguarda eventuali attività di caporalato sul cantiere, con le rivendicazioni degli otto operai che denunciano di non essere stati pagati nonostante i bonifici delle buste paga mostrate alla finanza dalla ditta e uno che riguarda invece la legittimità dell’accesso al superbonus, strumento con il quale cioè è stata finanziata l’operazione da oltre 6 milioni di euro. In particolare gli inquirenti stanno approfondendo quanto denunciato da una interrogazione presentata l’estate scorsa dall’opposizione in consiglio comunale e inviata per conoscenza alla guardia di finanza e all’Agenzia delle entrate. Il fascicolo è aperto per il momento contro ignoti ed è indirizzato a verificare la correttezza giuridica e tecnica dell’operazione finalizzata al recupero dell’edificio e la sua trasformazione in un centro sociosanitario per disabili e per il Dopo di Noi. Progetto per il quale il 29 marzo del 2024, due giorni prima cioè che scadessero i termini per accdere al superbonus, l’associazione Anafim, presentò la Cila, senza però avere alcun titolo per farlo. L’immobile, venne infatti donato dalla Icom al Comune di Campo di Giove solo ad ottobre di quell’anno, e solo successivamente il Comune decise di formalizzare il comodato gratuito all’associazione a cui, tra l’altro, si sostituì un’altra associazione, La Terra dei Sogni, attualmente intestataria del permesso a costruire. Nell’interrogazione, ora alla base dell’indagine della procura, si elencano poi una serie di presunte irregolarità, come ad esempio la presenza sull’immobile di un diritto di multiproprietà. Il rischio, al di là dei risvolti penali, è però soprattutto di carattere economico: se si dovesse disconoscere la legittimità del superbonus, a pagare potrebbe essere chiamato il Comune, diventato nel frattempo proprietario dell’immobile. Una stangata da milioni di euro che metterebbe a rischio la tenuta finanziaria dell’ente.