20 Gennaio 2026
Anche Teramo è Capitale della Cultura, non solo L’Aquila. Teramo è tuttavia Capitale della “cultura dei ritardi”. Un sarcastico Carlo Antonetti evidenzia come il capoluogo Aprutino abbia, quanto il capoluogo abruzzese, un primato. «Mentre sabato scorso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e le più alte cariche dello Stato inauguravano “L’Aquila Capitale della cultura 2026”, riconoscimento e progetto per il quale vanno formulati i migliori complimenti al Sindaco Biondi e all’intera Città, a Teramo - sottolinea il consigliere comunale di opposizione - il sindaco D’Alberto inaugurava l’ennesimo anno di rigorosa chiusura di luoghi culturali, archeologici e museali! E lo faceva in Piazza Martiri con la “Tombolata teramana” che, per carità, merita tutto il rispetto di questo mondo! In effetti è davvero avvilente e deprimente constatare come nella nostra Città questa Amministrazione abbia affrontato e affronti il tema degli spazi culturali e della “Cultura” in senso lato molto ben definito dal Presidente della Repubblica, come “il motore, il collante della civiltà e lo strumento di convivenza e di dialogo”. Finanziamenti a pioggia che la giunta D’Alberto elargisce per decine e decine di iniziative che ci costano ogni anno diverse centinaia di mila euro. Ma grazie alla incapacità, alla lentezza e ai ritardi dell’operato di questa Giunta cosa ancor più grave Teramo non dispone di un teatro, del suo Museo archeologico e non può usufruire dei suoi prestigiosi e preziosi luoghi di cultura. In effetti a oltre due anni dalla chiusura del Cine-teatro comunale il Comune, nonostante i soliti annunci “bugiardi” e la solita prosopopea e spregiudicatezza del Sindaco, non è ancora riuscito a realizzare il Teatro provvisorio al Parco della Scienza, intervento in realtà dal medesimo definito “non edilizio ma di allestimento” e “alternativo”. Tutto ciò ha costretto ancora una volta la Società Riccitelli a svolgere la stagione teatrale all’Università, a far svolgere il Premio di Venanzo all’interno di un tendone in Piazza Martiri e altre manifestazioni delle varie associazioni artistiche, teatrali e musicali in luoghi di ripiego e con lievitazione dei costi. E pensare che per la Cittadella della cultura dell’ex manicomio il sindaco ha dormito non proponendo e condividendo alcunché all’interno del progetto. Purtroppo - conclude Antonetti - Teramo è Capitale della cultura 2018-2026 dei ritardi, delle bugie e dei piccoli orizzonti».