20 Gennaio 2026
Da domani si trasferiranno al mare, dopo un anno e mezzo passato in montagna a Collelongo: i randagi del canile municipale di Sulmona si apprestano ad un altro trasferimento, dopo che il Comune, ieri, ha affidato alla Lida di Ortona la custodia degli esemplari rimasti, fino al 31 dicembre prossimo. Poco più di 60mila euro per accudire i cani con passaporto sulmonese, passati dai 150 di un anno e mezzo fa, agli attuali 40. In gran parte adottati. La clausola di affidamento, sulla base dell’avviso pubblico pubblicato a dicembre, prevede comunque che i randagi siano riportati nella struttura di via Vicenne a Sulmona quando sarà pronto il canile, chiuso a luglio del 2024 dalla Asl e dai carabinieri del Cites. Dopo 150mila euro di lavori e vari ritardi, però, dalla Asl è arrivata una nuova prescrizione igienico-sanitaria per il parere che dovrebbe consentire alla struttura di essere iscritta nell’anagrafe regionale dei canili, conditio sine qua non per procedere alla gara di gestione e alla riapertura. In particolare la Asl ha chiesto il ritombamento della vasca dei reflui che venne svuotata un anno fa, la realizzazione degli abbeveratoi nelle cucce e la pulizia dei rifiuti dentro e fuori l’area. Solo dopo, i cani potranno tronare in patria e, soprattutto, solo dopo si potrà procedere alla gara per la gestione che, nei fatti, verrà espletata per la prima volta dopo quindici anni di attività del canile, fino al 2024 gestito con affidamenti diretti. Un velo scoperchiato dalla precedente giunta Di Piero che, al momento della gara, si accorse che il canile, tra le altre cose, non era neanche accatastato. Nelle scorse settimane gli animalisti erano scesi in piazza per reclamare la riapertura della struttura, con una raccolta di firme che ha superato le 1500 sottoscrizioni, tra cui quella autorevole del batterista del Pfm Franz Di Cioccio, già molto critico sulla legge regionale di settore.