20 Gennaio 2026
Mancanza di programmazione sul futuro delle partecipate comunali Asm e Ctgs. É questa l'accusa del Passo Possibile che in una nota ripercorre ciò che è stato in seno alle due partecipate partendo dal primo atto del 2026 fatto dalla giunta comunale dell'Aquila che ha disposto la proroga del contratto di servizio con l’Azienda Servizi Municipalizzati (ASM), accompagnata dall’ennesima anticipazione di cassa, mentre tra gli ultimi atti del 2025 figurava la proroga del contratto con il Centro Turistico del Gran Sasso. Per i consiglieri ciò che potrebbe sembrare zelo, certifica invece un fatto politico ormai evidente, ovvero la mancanza di una programmazione vera e propria. «In merito al CTGS - si legge nella nota -, la situazione evidenzia nodi strutturali ben noti da oltre venti anni e già riesposti in sede di Consiglio del 23 dicembre 2022, in occasione del rinnovo triennale del contratto pari a oltre un milione di euro all’anno. Le criticità emerse, la tutela dei lavoratori e la gestione di servizi chiave richiedevano oggi un Piano Industriale di gestione, necessario per superare queste criticità, invece di continuare con una normalissima proroga contrattuale che, lo ripetiamo, non è assolutamente uno strumento di gestione. Per quanto riguarda l'azienda ASM - prosegue il Passo Possibile -, va considerato che la proroga è stata motivata dall’attesa del Piano Industriale. Tale piano non è un atto improvviso né imprevisto: era già stato formalmente richiesto dalla Giunta nel 2024 (delibera n. 17 del 24.01.2024) la cui redazione rientrava tra gli obiettivi assegnati ad ASM per il 2025. A tutt’oggi, invece, viene ancora utilizzato come giustificativo per rinviare le scelte. Ciò crea un cortocircuito politico-amministrativo: “il contratto viene prorogato in assenza del Piano Industriale, ma lo stesso Piano non viene presentato proprio perché si è scelto di governare con le proroghe». Insomma una bocciatura su tutta la linea. «Ogni proroga contrattuale approvata senza un piano industriale - concludono - è un rinvio che incide sulla qualità dei servizi al cittadino, sui lavoratori delle aziende e sull’assetto economico e finanziario dell’ente municipale.