21 Gennaio 2026
Riavviare urgentemente il prelievo selettivo del cervo in modo da ristabilire l'equilibrio tra fauna selvatica, ambiente e attività agricole. A chiederlo è la sezione abruzzese della Confederazione Italiana degli Agricoltori, che rialza l'attenzione sulla densità della popolazione dei cervi nell'area della provincia aquilana con particolare riferimento alla Valle Peligna e subequana. I danni provocati alle colture agricole da parte della specie ammonterebbero a oltre il 60 % del totale, segno evidente, scrivono da CIA Abruzzo, del superamento dei livelli di sostenibilità, con conseguenze gravi per le aziende agricole che operano sul territorio. Nel comunicato CIA ricorda come i monitoraggi portati avanti indicano una popolazione di cervi nel territorio aquilano ben superiore al limite fissato dall'ISPRA, che prevede un massimo di due capi ogni 100 ettari. L'Abruzzo sarebbe, quindi, tra le Regioni con la più alta concentrazione in tutta Italia, e la risposta che CIA chiede è quella di un piano controllato di prelievo selettivo definito come sostenibile e legittimo. La Regione non è nuova a queste richieste da parte di associazioni di categoria. A marzo 2025, infatti, era arrivata la sentenza del TAR Abruzzo che ha posto fine alla battaglia legale tra la Regione e le associazioni ambientaliste, salvando dall'abbattimento 479 esemplari. Una mobilitazione con pochi precedenti, quella riscontrata a sostegno delle associazioni come LAV e WWF, con la petizione che era arrivata a oltre 140 mila firme. Nonostante ciò, CIA torna sul tema chiedendo interventi urgenti, anche a tutela della biodiversità, vista la competizione alimentare con la specie del camoscio appenninico, e a salvaguardia degli automobilisti, dato il crescente numero di incidenti stradali che vedono coinvolti i cervi. «Il blocco delle precedenti iniziative non deve tradursi in immobilismo - ha commentato il presidente Nicola Sichetti - al contrario, è indispensabile riavviare l’iter amministrativo alla luce delle recenti pronunce, costruendo una procedura inattaccabile sotto il profilo formale, che consenta finalmente di intervenire».