21 Gennaio 2026
Arresti domiciliari per tre uomini di 61, 55 e 37 anni, gravemente indiziati del reato di lesioni gravi nei confronti di Riccardo Zappone, il 29enne pescarese, deceduto lo scorso 3 giugno. Un caso complesso che ha visto susseguirsi una serie di ricorsi. I tre sono stati individuati dal pm Gennaro Varone quali responsabili dell’aggressione e accusati inizialmente di omicidio preterintenzionale. Il magistrato ha quindi richiesto la misura cautelare in carcere che è stata rigettata dal gip Mariacarla Sacco che, vista anche la complessità della vicenda, aspettava la relazione medico-legale sulle effettive cause della morte. A quel rigetto ha fatto seguito il ricorso del pm al tribunale del Riesame dell’Aquila che ha detto no al carcere, disponendo invece gli arresti domiciliari. La decisione del Riesame aquilano ha fatto quindi scattare il ricorso alla Corte di Cassazione da parte del collegio difensivo. Ricorso discusso venerdì scorso e la cui decisione è stata depositata soltanto il 20 gennaio 2026, con il rigetto dello stesso ricorso che ha quindi fatto tornare in vita quanto disposto dal Riesame con gli arresti domiciliari. Ieri mattina gli uomini della Squadra Mobile di Pescara hanno notificato ai tre indagati la decisione della Cassazione, facendo scattare così i domiciliari. Decisione per cui i difensori potrebbero presentare una istanza al gip Sacco per una misura meno afflittiva dei domiciliari. Per i tre il reato contestato è quello di lesioni personali aggravate. Dalla relazione medico legale sarebbe emerso che circa un'ora prima dell'arrivo della pattuglia della polizia, Zappone avrebbe assunto un'ingente quantità di stupefacente per, poi, subire un violento pestaggio da parte dei tre uomini, uno dei quali armato di bastone, al centro della carreggiata stradale, di fronte a passanti e automobilisti. Zappone, rimasto in piedi dopo l’aggressione, venne raggiunto dai poliziotti che, per calmarlo, furono costretti a usare il taser: 12 scosse che, secondo l’autopsia, non avrebbero inciso sul decesso.