14 Febbraio 2026
Una continuità inscindibile unisce le radici di un partito alla sua visione di domani, in particolare quando la politica abbandona i palazzi per ritrovare il contatto diretto con la realtà della strada. L’apertura della nuova sede della Lega a Pescara, al civico 59 di via D’Avalos, è certamente un’operazione di logistica elettorale, ma anche un atto di radicamento che assume i contorni dell'omaggio solenne. Il presidio è stato infatti ufficialmente intitolato a Renzo Grannonio, il consigliere comunale di Pietranico la cui scomparsa, avvenuta lo scorso 15 agosto, ha lasciato un vuoto non ancora colmato nelle fila del Carroccio abruzzese. La scelta della locazione non è casuale e risponde a una strategia di "politica del marciapiede" che Vincenzo D'Incecco, coordinatore regionale della Lega Abruzzo, ha voluto sottolineare con forza durante il taglio del nastro. In un’epoca di sedi virtuali e partecipazione digitale, il partito sceglie un’area popolosa, baricentrica, optando per una vetrina fronte strada che abbatte le barriere architettoniche e psicologiche tra eletto ed elettore. Un ufficio riparato in un interno condominiale, ma anche un luogo di passaggio, quasi un "front office" della democrazia locale. «Sarà un nuovo luogo d'incontro, confronto e organizzazione del partito» ha dichiarato D'Incecco, visibilmente commosso nel ricordare la figura di Grannonio. «Uno spazio a disposizione degli iscritti e di tutti i cittadini che credono in una politica fatta di ascolto e presenza sul territorio». Il coordinatore ha poi tracciato un profilo umano del consigliere scomparso, definendolo un pioniere del movimento in provincia: «Renzo è stato per noi un fratello maggiore, un padre, uno dei primi consiglieri comunali e dei primi militanti che ha aderito alla Lega quando in questa provincia abbiamo iniziato a lavorare». L'emozione ha rotto per un istante il protocollo istituzionale quando D'Incecco ha toccato il tema della perdita personale: «Purtroppo è un momento particolare, perché lui è deceduto in una maniera che nessuno di noi avrebbe voluto vivere. Avremmo voluto averlo ancora con noi in questo giorno, non ci sarà fisicamente, ma sono certo che ci sarà con la testa e con il cuore». Un legame, quello tra i due, che affondava le radici nelle origini comuni a Pietranico, borgo di una parte della famiglia D’Incecco e culla dell'impegno politico di Grannonio. L’inaugurazione si inserisce in un quadro politico di fermento. Con le prossime elezioni amministrative all'orizzonte, la sede di via D'Avalos si candida a diventare l'officina operativa del centrodestra pescarese. Ma, l'obiettivo dichiarato va oltre la scadenza delle urne. L'ambizione è quella di trasformare questi locali in un presidio di socialità permanente, un punto di riferimento dove i cittadini possano trovare risposte che esulano dalla stretta dialettica partitica. «Volevamo una vetrina che ci mettesse a contatto con la popolazione» ha ribadito D’Incecco, confermando che la sede resterà operativa ben oltre la campagna elettorale. In una città che cambia pelle, la scommessa della Lega è quella di tornare alla forma-partito classica, un luogo fisico dove un bicchiere di buon vino e il confronto contano ancora più di un post su Facebook.