14 Febbraio 2026
L'Abruzzo della sanità resta una trincea aperta, un terreno di scontro dove i numeri dei bilanci pesano più delle promesse elettorali. L'ultima scintilla che ha fatto divampare l'incendio politico riguarda il trasferimento di Thomas Schael, ex direttore della Asl 2 Lanciano Vasto Chieti, verso nuovi incarichi in Sardegna. Un passaggio che il presidente della Regione Marco Marsilio ha accolto con favore, ma che per le opposizioni rappresenta l'emblema di una gestione fallimentare che ha lasciato dietro di sé macerie contabili e servizi ridotti all'osso. Il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale, Francesco Taglieri, ha alzato il tono della polemica con parole che non lasciano spazio a mediazioni diplomatiche. Secondo l'esponente pentastellato, il plauso di Marsilio per il nuovo incarico sardo di Schael sarebbe un tentativo di distrarre l'opinione pubblica dai problemi strutturali che affliggono il territorio abruzzese. Il quadro tracciato da Taglieri è quello di una regione che, dopo quasi otto anni di guida del centrodestra, si ritrova a gestire uno dei momenti più critici della sua storia recente. Il punto del contendere si concentra sulla gestione economica della Asl 2, un ente che sotto la direzione di Schael avrebbe visto esplodere il proprio deficit. Le cifre citate da Taglieri sono impietose e tracciano una parabola finanziaria preoccupante. «Quando Schael arrivò alla guida della Asl Lanciano Vasto Chieti il disavanzo era di circa 13 milioni di euro. Alla sua uscita superava i 60 milioni» ha dichiarato il capogruppo M5S. Questi dati contabili rappresentano per l'opposizione la prova tangibile di un pressappochismo amministrativo che ha costretto la Giunta regionale a intervenire con manovre correttive pesanti. Il riflesso di questi disavanzi non è rimasto confinato nelle stanze della burocrazia, ma ha colpito direttamente il portafoglio dei cittadini. Per ripianare i debiti maturati dalle aziende sanitarie, la Regione ha dovuto procedere a un aumento della pressione fiscale. Un sacrificio richiesto agli abruzzesi che, secondo Taglieri, non ha trovato una contropartita in termini di efficienza. Al contrario, le liste d'attesa interminabili e la carenza di personale medico continuano a essere la norma nei presidi ospedalieri della provincia di Chieti e non solo. La polemica assume anche un contorno istituzionale curioso nel momento in cui lo sguardo si volge verso la Sardegna. Taglieri non ha risparmiato stoccate nemmeno su questo fronte, augurando buon lavoro alla presidente sarda Alessandra Todde, con la speranza che possa rimediare a dinamiche gestionali già viste altrove. «Ci auguriamo che, dopo il fallimento in Abruzzo e dopo essere durato poco più di sei mesi in Piemonte, il direttore Schael non produca in Sardegna gli stessi danni che ha fatto nella nostra regione» ha aggiunto con asprezza il consigliere. Per il Movimento 5 Stelle, la credibilità di chi governa non si misura con i messaggi di cortesia o con le alleanze politiche, ma con la capacità di garantire tempi certi per le cure e conti in ordine. In un Abruzzo che fatica a trovare una stabilità nel comparto sanitario, la vicenda Schael diventa il simbolo di una frattura profonda tra la narrazione della maggioranza e la realtà vissuta dai pazienti nelle corsie degli ospedali. La richiesta dei cittadini resta la stessa da anni: una sanità pubblica che non sia un lusso per pochi, ma un diritto garantito e sostenibile.