16 Febbraio 2026
Il distretto agricolo del Fucino, storicamente definito come l’orto d’Italia, sta vivendo una profonda metamorfosi, trasformandosi da eredità del passato in un vero e proprio avamposto di modernità. L’evento "Agricoltura e Territorio", promosso da Confeuro Marsica ad Avezzano, ha acceso i riflettori su una realtà viva, smentendo il luogo comune che vorrebbe il settore primario abruzzese come un comparto in declino o ancorato a logiche superate. Il cuore del dibattito è stato alimentato dai dati dell’indagine "Agri Under 35", presentata dal presidente nazionale di Confeuro, Andrea Tiso. I numeri parlano chiaro: la terra non è più vista come l’ultima spiaggia per chi non trova impiego altrove, ma come una scelta imprenditoriale consapevole. I giovani abruzzesi guardano all’agricoltura con occhi nuovi, scorgendo in essa un terreno fertile per l’innovazione tecnologica e un baluardo imprescindibile per la sostenibilità ambientale. Cresce il numero di imprese guidate da giovani che integrano competenze digitali e agronomiche, la tutela del territorio diventa un fattore di competitività sui mercati internazionali e l'azienda agricola moderna evolve in agriturismo, fattoria didattica e centro di trasformazione. Nonostante l’entusiasmo, il passaggio di testimone tra generazioni richiede politiche attive e una visione sistemica. Il confronto, che ha visto la partecipazione attiva di istituzioni locali, esperti e studenti, ha evidenziato come la specializzazione orticola della Marsica, eccellenza riconosciuta a livello europeo, debba essere supportata da un’accelerazione nell’innovazione delle filiere. Trasformare l’eredità del Fucino in un modello di sviluppo competitivo significa investire in infrastrutture logistiche, ricerca scientifica e semplificazione burocratica. L'obiettivo è creare un ecosistema capace di attrarre non solo capitali, ma soprattutto talenti: menti fresche in grado di gestire i droni per l'agricoltura di precisione tanto quanto la complessità dei mercati globali. «Il Fucino non è solo una piana coltivata, è un'idea di futuro dove la tecnologia sposa la natura per garantire cibo di qualità e presidio del territorio». L'incontro di Avezzano ha dunque sancito un patto tra generazioni: la Marsica non vuole solo conservare le sue radici, ma vuole che queste diventino i binari su cui far correre un'economia solida, moderna e profondamente legata all'identità del territorio.