16 Febbraio 2026
Una riunione teramana per dire no al disegno di legge presentato dal centrodestra in Regione con l'obiettivo di modificare la legge elettorale regionale. Il Patto per l'Abruzzo ha raccolto tutti i suoi esponenti, dai consiglieri regionali ai parlamentari fino a parte della politica locale per esaminare metodo e merito della riforma sulla quale il centrodestra sta accelerando. Innanzitutto ci sarebbe un'eccessiva superficialità nel trattare un tema così spinoso, ha commentato Luciano D'Amico, che inserisce tra gli obiettivi di una legge elettorale regionale anche quello, per nulla scontato, di riportare i cittadini alle urne, ampliando la rappresentatività e coinvolgendo i territori. «Ci sembra un disegno di legge che tratta forse con eccessiva superficialità un argomento estremamente complesso - ha spiegato D'Amico - che andrebbe affrontato guardando, fra i tanti obiettivi, anche quello di riavvicinare gli elettori alle urne, cercando di coinvolgere i territori e di migliorarne la rappresentatività. Ci sono delle scelte - continua - che non vengono nemmeno sfiorate quali ad esempio quella del voto disgiunto, quella del doppio turno, quella che forse più di ogni altra condiziona ogni legge elettorale, cioè la capacità di offrire alla regione Abruzzo un collegamento con tutti gli altri enti nell'azione di governo del territorio.» Non solo, perché il Patto per L'Abruzzo chiede anche una maggiore riflessione sul tema, percorso che non può prescindere da un attento ascolto dei territori. Il tema dell'aumento degli assessori, poi, non è passato inosservato. Per il Patto, però, non sarebbe tanto il numero dei componenti della Giunta a essere determinante, quanto l'assetto dell'ente, una cui modifica sarebbe dirimente per rappresentare al meglio gli interessi della Regione anche e soprattutto a Roma. «È una cosa che va riflettuta e va esaminata - è andato avanti D'Amico - considerando meglio quali sono i problemi che l'aumento dovrebbe risolvere. Probabilmente non è un problema del numero degli assessori, cioè dei rappresentanti politici, quanto di una diversa organizzazione della struttura dell'ente per poter rappresentare a Roma nei vari tavoli con il Governo le esigenze della regione Abruzzo.» La coalizione politica, spiegano i suoi appartenenti, è pronta ad un'opposizione definita radicale nei confronti di una legge che non può essere approvata così come presentata. Per farlo, si pensa anche a chiedere il parere in merito direttamente ai cittadini abruzzesi. «Siamo pronti ad un'opposizione radicale - ha concluso D'Amico - anzi non escludiamo, nel caso in cui la maggioranza dovesse insistere, nemmeno di ricorrere all'ipotesi del referendum per poter ascoltare i cittadini su un disegno di legge che poi impatterà molto sul futuro della regione e sul futuro degli abruzzesi».