18 Febbraio 2026
Non è stata accolta molto favorevolmente l'ultima novità, anche se poi più che una novità si tratterebbe di un rinnovo, dell'azienda per il diritto agli studi universitari di Teramo. Si tratta del cosiddetto Cestino Ramadan, un servizio offerto ai tanti studenti musulmani dell'università cittadina che, per adempiere all'obbligo religioso del mese del digiuno, potranno ritirare gli alimenti previsti dai bandi dell'ADSU e consumarli dopo il tramonto nelle proprie abitazioni. Un gesto di inclusione, ci racconta la presidente ADSU Teramo Manuela Divisi, che però sembra non essere stato accolto positivamente, almeno stando a diverse decine di commenti non propriamente entusiasti della misura. «Siccome questi ragazzi non vengono a mensa non per loro volere, ma per rispettare il Ramadan - spiega - l'ADSU nel rispetto dell'inclusione e dei diritti costituzionali fornisce un cestino da consumare dopo il tramonto, così come prevede l'Islam. Le polemiche - va avanti - sono arrivate a toccare anche il venerdì, che per i cristiani è un giorno particolare. Per venire incontro alle esigenze di tutti - continua Divisi - il venerdì l'ADSU propone menù sia di carne che di pesce. Questo per chiarire che non ci sono favoritismi, solo rispetto.» Non si tratterebbe di un favoritismo, quindi, ma di una semplice iniziativa di buonsenso e inclusione sociale, per venire incontro ai tanti studenti che hanno scelto Teramo per studiare e che contribuiscono a dare ad Unite la dimensione internazionale che la nuova governance punta a confermare. «Si sta aprendo molto all'internazionalizzazione e - va avanti la presidente - di conseguenza, la città si deve aprire ed essere più accogliente. Questi ragazzi scelgono la nostra realtà per studiare - chiude - non per delinquere.»