18 Febbraio 2026
A poche settimane dal ritorno alle urne a Pescara, il candidato sindaco per il centro sinistra Carlo Costantini, continua la sua campagna elettorale, e nel corso di una conferenza tenuta questa mattina ha illustrato le proposte in materia di ambiente e gestione rifiuti. Tasto dolente per la città, secondo il candidato sindaco, sarebbe il rapporto con il verde, a suo dire compromesso dalla mancanza di cura e prevenzione da parte dell’amministrazione, «incapace- sostiene- di prendere decisioni concrete in merito e affidandole anzi a società esterne» «La situazione è drammatica, 2500 abbattimenti cinque anni sono numeri impressionanti questi abbattimenti nascono da errori strategici e non c’è prevenzione non c’è cura e di conseguenza si aspetta che l’albero malato muoia», afferma. Fondamentale secondo Costantini investire sull’area di risulta, che meriterebbe di diventare un parco, con attività di forestazione costante, per garantire vivibilità alla città: « Nell’area di Risulta va fatto un grande parco centrale, con un’attività poderosa di forestazione e con una struttura leggera, che deve servire ad alimentare attività culturali, attività artistiche e attività musicali». Altro punto fondamentale per Costantini è la questione rifiuti a Pescara, da tempo al centro di numerose polemiche e ancora accese. L’amministrazione in questo caso sarebbe colpevole di aver fatto solo passi indietro, calpestando diritti e aspettative dei cittadini« Non funziona l’impostazione culturale. Il servizio di raccolta non è un servizio gratuito; il servizio dei rifiuti è un servizio che il cittadino paga al 100%, se paga ha diritto ad essere interpellato», incalza. La soluzione? Secondo il candidato sindaco sarebbe la tariffa puntuale: « Chi differenzia paga di meno, chi si disinteressa paga di più: questa succederà esclusivamente con la tariffa puntuale, che presuppone che le buste abbiano dei codici a barre che permettano al Comune di risalire al conferente e consentendo di premiare in bolletta chi ha conferito bene, facendo pagare la differenza, in più, a chi ha conferito male».