18 Febbraio 2026
L’Aquila ha accolto, sui binari di una stazione fattasi teatro di storia e civiltà, il Treno del Ricordo. Il convoglio storico, promosso dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, e realizzato in collaborazione con la Fondazione FS Italiane, rappresenta molto più di una semplice esposizione itinerante: è un sacrario mobile dedicato alla memoria degli esuli istriani, fiumani e dalmati, un monito che attraversa la Penisola per ricucire i lembi di una ferita nazionale a lungo rimasta silente. Sotto un cielo lucido che pareva riflettere la solennità del momento, la cerimonia ha visto la partecipazione delle massime autorità locali, delle associazioni degli esuli e di una nutrita rappresentanza delle nuove generazioni. Gli studenti degli istituti Giuseppe Mazzini e Leonardo da Vinci, accompagnati dalle note evocative dell’orchestra del Conservatorio dell’Aquila, hanno presidiato il binario in un silenzio partecipe, testimoniando il passaggio di testimone tra chi la storia l’ha subita e chi ha il dovere di custodirla. Il Ministro Abodi, intervenendo dinanzi alle autorità, ha toccato corde profonde, sottolineando il valore della conoscenza come antidoto all'oblio: «Avete avuto fino a poco tempo fa il diritto di non sapere, perché nessuno raccontava una pagina mai scritta», ha dichiarato. Un’ammissione necessaria, che riconosce i decenni di omissioni storiografiche su una vicenda complessa e dolorosa. «Dal 2004 esiste una legge che istituisce il Giorno del Ricordo il 10 febbraio, ma dobbiamo ricordare ogni giorno, non solo per rispetto verso chi ha sofferto, ma perché quanto accaduto non si ripeta mai più». All'interno dei vagoni, l'allestimento museale offre un impatto visivo ed emotivo diretto. Le masserizie, valigie di cartone, utensili domestici, frammenti di quotidianità strappata, raccontano l’esodo di migliaia di italiani costretti ad abbandonare le proprie terre nel secondo Dopoguerra. È la narrazione del dolore di chi ha cercato rifugio e salvezza lontano dalle proprie radici, trovando spesso un'accoglienza difficile, ma che qui all'Aquila, come ricordato durante la tappa, ha saputo trasformarsi in integrazione e ospitalità. Il progetto non si limita alla contemplazione del passato, ma punta alla formazione civile. «Credo che sia stato fondamentale iniziare a scrivere una pagina che era patrimonio quasi esclusivo di chi ha vissuto, di chi ha subito, ha sofferto e anche di alcuni di noi che da sempre invece abbiamo ricordato», ha aggiunto Abodi. «Adesso possiamo dire che è iniziato il percorso della condivisione nazionale di una pagina appunto non scritta della storia, che inizia a essere scritta». Particolarmente significativo è il coinvolgimento del mondo scolastico, simboleggiato dal quinto vagone, frutto di un concorso nazionale che ha visto protagonisti studenti di ogni ordine e grado. Il Ministro ha evidenziato come l’effetto sulle giovani generazioni sia già tangibile, leggibile proprio attraverso i contributi critici e creativi dei ragazzi. In un Paese che spesso fatica a fare i conti con la propria memoria collettiva, il Treno del Ricordo, partito da Trieste l'11 febbraio per toccare 11 città, si pone come un ponte ideale tra il confine orientale e il resto della nazione. La funzione del Ministero dello Sport, che detiene la delega per gli anniversari nazionali, emerge così come un motore di cittadinanza attiva: non solo celebrazione, ma costruzione di un'identità condivisa che passi attraverso il riconoscimento della dignità di ogni vittima e il rifiuto di ogni totalitarismo.