05 Marzo 2026
I cancelli della Sodecia si chiuderanno definitivamente a fine mese, ma oggi i dipendenti dell’azienda di Raiano, 39 in tutto, hanno varcato di nuovo la soglia per protestare. Non contro la decisione della dirigenza di trasferire la produzione e chi vuole dei dipendenti a Chivasso, ma contro quella della Fiom che si è rifiutata di mettere la firma all’accordo raggiunto e votato all’unanimità dall’assemblea dei lavoratori. Un accordo che prevede la chiusura a fine mese, un incentivo di 20mila euro ai lavoratori e un anno, almeno, di cassa integrazione. Senza l’accordo non scatterà la cassa integrazione, con i lavoratori costretti ad andare subito in disoccupazione. Un anno in meno, almeno, di ammortizzatori sociali, che i dipendenti Sodecia non riescono a spiegarsi. La Fiom-Cgil solo oggi con un comunicato ha spiegato la sua posizione, chiarendo come giudica sbagliata e incomprensibile la posizione promossa dalla Regione Abruzzo di ricorrere alla cassa integrazione per cessazione di attività, di fatto accettando e certificando il percorso di chiusura dello stabilimento invece di sforzarsi di attivare tutti i possibili canali istituzionali, anche nazionali, per evitare che all'interno del nostro Paese i posti di lavoro vengano depredati tra regioni per le scelte di aziende che hanno come unico obiettivo il profitto. Una posizione che è innanzitutto di principio e politica, ma che cozza contro la volontà dei diretti interessati che, ora, si sentono abbandonati.