06 Marzo 2026
Il settore metalmeccanico è, stando alla credenza comune in merito, uno dei settori lavorativi a grande prevalenza maschile, nonostante negli anni siano sempre di più le donne chi si avvicinano a questo mondo. È questo il motivo che ha spinto la FIOM CGIL di Teramo ad approfondire il tema dell'uguaglianza di genere nelle fabbriche, con uno studio statistico i cui risultati sono stati presentati questa mattina. Al centro l'analisi del gender pay gap, ossia del differenziale salariale tra uomini e donne, la cui parte preponderante non sarebbe legata alla violazione del diritto fondamentale alla stessa paga per lo stesso lavoro, ma piuttosto al fatto che la distribuzione dei ruoli non è simmetrica tra uomini e donne. La partecipazione femminile nei ruoli apicali sarebbe, infatti, molto ridotta, e le motivazioni rilevate dallo studio sono state tracciate in modo netto. «Qualsiasi iniziativa - spiega il docente di Unite Corrado Pasquali - che aumenti la non distinguibilità dei maschi dalle femmine rispetto al lavoro, cioè che rende indifferente l'assunzione di un maschio oppure di una femmina potrebbe ragionevolmente avere un impatto molto positivo rispetto all'occupazione femminile.» Estendere un congedo parentale obbligatorio anche agli uomini. È questo il passo decisivo per rendere non distinguibile la partecipazione di uomini e donne al lavoro da parte del datore, nonostante alcuni comportamenti discriminatori vengano perpetrati, ci spiegano, anche all'interno della fase produttiva. «Non è una questione di livelli - commenta la segretaria di FIOM CGIL Abruzzo Natascia Innamorati - nel senso che per la contrattazione collettiva nazionale uomini e donne hanno magari gli stessi livelli. Ma di fatto poi, spesso, le donne sono escluse da quelli che sono i salari accessori, ossia quelle premialità che unilateralmente l'azienda decide di elargire nei confronti dei propri dipendenti e che, molto spesso, hanno a che fare con quanto sono disponibili a fare straordinari o, per esempio, a fare cose che vanno oltre quelli che sono le contrattazioni collettive del settore. Nel metalmeccanico - specifica Innamorati - c'è il riflesso di una società, e la nostra è una società macista e patriarcale e i dati ce lo dicono. I numeri sui femminicidi ce lo dicono, quanto le donne siano escluse dal mondo del lavoro ce lo dice. Per cui di fatto è uno spaccato di una società. Bisogna mettere a posto la società per rimettere a posto tutto il tessuto industriale - chiude - non soltanto quello metalmeccanico.»