06 Marzo 2026
Si è svolta lunedì 5 marzo l'udienza relativa al procedimento penale per l'incendio del 2021 che ha devastato la Riserva dannunziana; in questo contesto, il Comune di Pescara, avrebbe rinunciato a costituirsi parte civile. A denunciare la questione è la consigliera comunale Simona Barba, che replica alle dichiarazioni di Carlo Masci, secondo cui, le accuse da lei rivolte all'amministrazione sarebbero gravi, scorrette e dettate dalla mancata conoscenza dei fatti. «Il Comune ha già ricevuto un risarcimento milionario da una compagnia assicurativa- ha detto Masci- costituirsi parte civile sarebbe stato superfluo, essendo già stato elargito», Barba risponde affermando che «Risarcimento assicurativo e processo penale non sono la stessa cosa», facendo riferimento in particolare al ruolo del Comune stesso, di ente gestore di una Riserva regionale. Un ruolo che comporta responsabilità, prevenzione, vigilanza e tutela dell'area che invece, secondo Barba, il Comune avrebbe messo da parte. Ad essere state ammesse parti civili sarebbero state invece associazioni ambientaliste e di tutela dei consumatori, a dimostrazione, incalza, che «esiste un interesse reale e diffuso». Accuse scorrette e superficiali, secondo l'attuale sindaco Masci, che tentano di confondere le acque «su un tema delicato e su una vicenda che ha scosso l'intera città», che soprattutto vengono mosse a poche ore dalla ripetizione del voto in 23 sezioni. Per Barba invece non si tratterebbe di una questione personale, né elettorale, bensì istituzionale, e conclude incolpando l'amministrazione di aver ridotto la Riserva in un «cespite da bilancio».