07 Marzo 2026
Alla luce dei significativi aumenti dei prezzi dei prodotti energetici registrati negli ultimi giorni, connessi all’acuirsi della crisi geopolitica nell’area mediorientale, la Guardia di Finanza, su indicazione del Ministro dell’Economia e delle Finanze di concerto con il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, ha rafforzato il presidio di legalità lungo l’intera filiera dei carburanti. Il tutto accade proprio nei giorni in cui volano i prezzi di petrolio e gas, spinti da nuove crisi internazionali e si fa sempre più evidente l'urgenza di una transizione che aiuti l'indipendenza energetica. E’ di questo parere l’onorevole della Lega Alberto Bagnai, economista e docente universitario. «Gli ultimi fatti bellici, relativamente inattesi, dimostrano che, o che mai ce ne fosse bisogno, che finito il tempo delle ideologie deve ricominciare il tempo del pragmatismo, perché noi dipendiamo ancora dal gas e dai combustibili fossili e questa dipendenza ormai è un fatto assodato, senza combustibili fossili peraltro non ci può essere quella che una volta si chiamava transizione energetica ordinata, perché senza combustibili fossili si rischia il blackout come in Spagna e naturalmente richiede attenzioni, questo significa innanzitutto che è stato un errore abbandonare gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto delle fonti fossili, è stato un errore non diversificare gli approvvigionamenti. La lezione della crisi ucraina - prosegue Bagnai - è stata appresa dall'Italia, abbiamo molto diversificato, non siamo quindi più nelle condizioni in cui eravamo anche semplicemente 3 o 4 anni fa, c'è uno shock che stiamo monitorando, che sarà però assorbito meglio dal sistema. Il ministro Giorgetti ha già predisposto dei controlli su una filiera molto delicata che è quella dei carburanti per evitare che qualcuno si approfitti di questa situazione e poi bisognerà fare delle scelte di buon senso, per esempio bisogna mettere fondi per garantire che le centrali a carbone possano essere mantenute come riserva a freddo nel caso in cui crisi geopolitiche di vario tipo ci privino di questa fonte di energia per il momento imprescindibile che è il gas». In Abruzzo il prezzo del gasolio è aumentato di 9,4 centesimi al litro in appena due giorni, mentre la benzina è salita di 4,2 centesimi, con un aggravio che arriva fino a 4,70 euro per un pieno di 50 litri.