07 Marzo 2026
La riforma della giustizia non è una invasione di campo contro la magistratura e l'ormai prossima convocazione referendaria non ha una valenza politica sull'operato del Governo Meloni. Dalla frazione aquilana di Paganica, Fratelli d'Italia rilancia le ragioni del Sì al referendum del 22 e 23 marzo. Gli obiettivi della riforma - è stato spiegato nel corso di un incontro organizzato dal sottosegretario Fausta Bergamotto - sono chiari. Anzitutto chiudere il cerchio della riforma Vassalli. «Giuliano Vassalli - spiega il sottosegretario Bergamotto - di certo non era un uomo di destra: era un ministro della giustizia di sinistra, un partigiano, tra l'altro premiato anche con la medaglia d'argento. E lo stesso Vassalli disse, nel 1987, "senza la separazione delle carriere la mia riforma non avrà senso"». C'è poi il tema del garantire al cittadino che anche i magistrati siano sanzionati in caso di errori giudiziari. «L'alta corte disciplinare - spiega Fausta Bergamotto - a mio avviso è il vero senso di questa riforma, cioè chi sbaglia paga. Anche i magistrati, quando sbagliano, dovrebbero poi essere messi nelle condizioni di poter pagare, così come succede a tutti». Altra questione, liberare la magistratura dalle correnti. Per il sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi: «È una riforma che non viola la Costituzione e che non va contro la magistratura; anzi, libera la magistratura dall'influenza della politica intesa nel senso delle Correnti. Non è una riforma che serve alla politica, ma una riforma di buon senso ed un modo per ridare dignità ai magistrati e ai cittadini». La riforma della giustizia voluta dal governo Meloni non nasce dal nulla, tutt'altro. Ha infatti richiesto oltre tre anni di lavori preparatori. Per il senatore Guido Liris un segno di grande meticolosità da parte del primo esecutivo che ha deciso di intervenire nel concreto su un tema, la giustizia, da tempo dentro l'agenda istituzionale. «Due passaggi alla Camera, due passaggi al Senato, centinaia di ore in commissione - ricorda il senatore Guido Liris - tre anni e mezzo, di fatto, per una riforma; tanto ci vuole per portare a casa una riforma costituzionale, che non è una riforma contro la magistratura». «Tanti di noi e in primis la nostra premier Giorgia Meloni - prosegue Liris - hanno cominciato a fare politica proprio in omaggio a simboli positivi della magistratura, quali Falcone e Borsellino. Pertanto una riforma a favore della magistratura, ma certamente una riforma che renda anche il cittadino più sereno nei confronti della giustizia stessa». Nel corso dell'incontro a Paganica è stata pure ribadita l'importanza del recarsi alle urne per votare, trattandosi di un referendum confermativo e quindi senza necessità del quorum. «Bisogna andare a votare - l'invito del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi - perché qualunque sia il numero delle persone che andranno alle urne il referendum sarà valido». «Io credo - conclude Biondi - che maggiore sarà l'affluenza e maggiore sarà la possibilità che vinca il sì, perché il si è largamente diffuso nell'opinione pubblica della comunità nazionale».