09 Marzo 2026
Secondo impianto robotico per la ASL di Teramo, che ha visto questa mattina l'inaugurazione del robot chirurgico DaVinci XI, importante ritrovato tecnologico che entra ufficialmente a far parte degli strumenti a servizio del personale sanitario teramano. Dal punto di vista operativo l'importanza del secondo robot appare lampante valutando i risultati del primo, arrivato alla fine del 2023 e utilizzato per 726 interventi in poco più di 2 anni. Nello specifico sono state eseguite 273 procedure di Urologia, 226 per chirurgia generale, 178 per ginecologia e 49 per chirurgia toracica. «La seconda macchina - spiega il direttore della UOC di Chirurgia Generale di Teramo Ettore Colangelo - ci garantirà la possibilità di effettuare ulteriori interventi che magari prima non potevamo fare soltanto con una macchina robotica perché gli spazi ovviamente erano ridotti a soltanto una seduta settimanale. Adesso, con la seconda del seduta, avendo la possibilità di operare un altro giorno, naturalmente implementeremo oltremodo Il numero e anche la qualità degli interventi chirurgici ma soprattutto - conclude - questo ci consentirà di dare spazio anche ai nostri giovani chirurghi.» Dati importanti che, con l'arrivo del nuovo macchinario, vedranno validi miglioramenti nei numeri. Così ha commentato il direttore generale dell'azienda sanitaria Maurizio Di Giosia. All'inaugurazione, svolta in sala operatoria, anche la politica regionale con il presidente Marco Marsilio e l'assessore alla sanità Nicoletta Verì, che hanno parlato anche dei passi avanti fatti dalla sanità abruzzese nel suo complesso. Nonostante il periodo di crisi, infatti, sarebbero in netto miglioramento alcuni dei dati più importanti per la salute della sanità teramana e abruzzese, dal deficit, alle liste d'attesa fino alla mobilità passiva. «Dai numeri che noi abbiamo e che abbiamo trasmesso a Roma - commenta Marsilio - il dato dell'Asl di Teramo è molto soddisfacente. Una ASL che quasi azzera il proprio deficit. C'è una distribuzione iniqua del Fondo Sanitario che produce produce uno squilibrio a favore di alcune regioni, che non a caso sono quelle che fanno man bassa di mobilità attiva a danno tutte le altre regioni d'Italia e sottolineo - conclude - che mentre quasi tutte le regioni d'Italia stanno peggiorando il proprio dato sulla mobilità passiva, la regione Abruzzo lo sta ridimensionando.»