09 Marzo 2026
Sembrerebbe esserci un paradosso logistico, nel trasporto scolastico aquilano, che vede un autobus partire alle 12:57 davanti a una scuola che suona la campanella alle 13:00. È solo uno dei dettagli, apparentemente minimi ma operativamente decisivi, emersi dal dossier presentato dai genitori promotori dell'istanza per l’attivazione dello scuolabus nelle scuole secondarie di primo grado dell'Aquila. La vicenda, che coinvolge quasi 500 famiglie, è arrivata a un punto di rottura. Dopo l'apertura istituzionale dello scorso 25 febbraio in III Commissione Consiliare, dove era stata sancita una rara convergenza tra le forze politiche per estendere il servizio «giallo» anche agli studenti tra gli 11 e i 14 anni, il motore burocratico sembra essersi ingolfato. In termini di programmazione pubblica, ci troviamo di fronte a quella che gli esperti definiscono una deadlock, uno stallo procedurale in lingua italiana. Le iscrizioni al servizio scuolabus aprono solitamente a fine maggio. Per arrivare a quella data con un regolamento comunale aggiornato, una stima delle adesioni e, soprattutto, la copertura finanziaria nel bilancio di previsione, il lavoro tecnico deve concludersi entro la metà dello stesso mese. «Se il tavolo non si riunisce entro marzo, il servizio non potrà mai partire a settembre», scrivono i genitori in una nota che sa di ultimatum. La richiesta è la convocazione immediata di un tavolo tecnico per trasformare le intenzioni politiche in atti amministrativi. Oltre alla questione della capillarità, il comitato pone l'accento sulla sicurezza percepita ed effettiva. Attualmente, molti studenti delle medie utilizzano il trasporto pubblico locale, che impone spesso cambi di linea in snodi critici. «Il trasporto pubblico oggi prevede possibili cambi a piazzale Cencioni, lo stesso piazzale che proprio in questi giorni è stato segnalato come pericoloso nelle ore di punta», denunciano i promotori, definendo il transito di bambini di 10 o 11 anni in quell'area un «rischio inaccettabile». Il documento depositato dai genitori il 3 marzo non si limita a chiedere nuovi stanziamenti, ma suggerisce ottimizzazioni del sistema attuale attraverso l'analisi dei flussi. Sincronizzazione oraria con l'adeguamento delle corse agli orari di uscita dei plessi, la segnaletica informativa, con nserimento degli orari di arrivo alle scuole nelle tabelle, oggi spesso assenti o incomplete e un focus specifico sul trasporto per studenti con disabilità e l’estensione del servizio ai centri estivi, per garantire la continuità educativa. L'istanza è il risultato di una mobilitazione che ha raccolto 500 firme, un segnale politico che l'Amministrazione non deve ignorare. La palla passa ora al Sindaco Pierluigi Biondi e agli assessori Manuela Tursini e Paola Giuliani. La disponibilità dichiarata a febbraio deve tradursi in un cronoprogramma certo. In caso contrario, l'estensione dello scuolabus resterà un'incompiuta, lasciando le famiglie a gestire una logistica domestica sempre più complessa.